domenica 18 febbraio 2018

Icona, Epifania del divino....



Nell’icona si manifesta un ulteriorità che non è pienamente descrivibile e oggettivabile. È una “epifania del divino” che nasconde e contemporaneamente manifesta il mistero che la anima, una finestra spalancata sul mondo soprannaturale. 
In questo processo è ravvisabile anche la dimensione escatologica dell’icona. Essa si trova come la Chiesa temporale, tra il già e il non ancora della storia della salvezza, abita la dicotomia tra tenebre e luce, vita e morte, mondo presente e futuro, li legge e li rappresenta secondo la visione della fede cristiana. Il simbolo iconografico infrange le barriere spazio temporali immergendosi in una dimensione ulteriore i cui canoni sfuggono alla comprensione logica e non possono essere totalmente rinchiusi nelle categorie di pensiero razionali. Si tratta in fondo, di un’esperienza contemplativa in cui il soggetto che si rapporta con l’icona, viene proiettato oltre le forme e le figure rappresentate, accedendo mediante questa porta, alla dimensione del mondo divino.
 
( Tratto da " ICONA - Introduzione alla teologia e all’arte dell’icona" di Michele Antonio Ziccheddu )

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