giovedì 12 marzo 2015

Incontri di Spiritualità dell'Icona: ascetica per l'anima

Dal 22 Marzo partiranno gli incontri mensili di Spiritualità dell'Icona che si terranno presso l'Accademia di Iconografia Santu Jacu a Mandas.
Questi incontri fanno parte del percorso di formazione degli allievi, ma sono aperti anche a coloro che desiderano conoscere più da vicino la spiritualità dell'icona e curare la propria anima attraverso la Bellezza di Dio.
Ma di quale bellezza parliamo? Parliamo di quella che Platone definiva con il termine "kalocagathia", la sintesi che nasce dall'unione tra il vero e il bene. Diceva infatti Platone: "il bello è lo splendore del vero". Una bellezza quindi, non semplicemente estetica, che nasce dall'armonia delle forme e delle figure, dall'equilibrato accostamento cromatico, ma una bellezza che è Sapienza, luce che scaturisce da un anima purificata, da un cuore che ama, da uno spirito unito a Dio. Si vede fuori ciò che abita nella propria interiorità, solo chi impara a riconoscere la Bellezza dell'Immagine di Dio presente nel proprio spirito, è capace di riconoscerla nel mondo esteriore.
In un mondo in cui siamo spinti continuamente fuori di noi, distratti da mille impegni e preoccupazioni, riusciamo a trovare il tempo per andare in palestra, per coltivare un hobby o per divertirci, ma spesso non troviamo il tempo e lo spazio da dedicare alla nostra anima. Ogni tanto ci svegliamo come da un torpore, perché avvertiamo questo grido che nasce dall'intimo del nostro spirito, ma non sappiamo come rispondere. Andiamo a cercare le risposte lontano, e ci disperdiamo ancora di più.
E' un pò l'esperienza di cui racconta sant'Agostino nelle "Confessioni": "Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace "
Michele Antonio Ziccheddu, teologo e maestro iconografo.


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