venerdì 16 gennaio 2015

La lontananza da Dio......4 parte

Il ritorno a Dio


FF. 594- Celano- Vita seconda: «Da quel momento si fissò nella sua anima santa la compassione del Crocifisso e, come si può piamente ritenere, le venerande stimmate della Passione, quantunque non ancora nella carne, gli si impressero profondamente nel cuore...da allora, non riesce più a trattenere le lacrime e piange ad alta voce la passione di Cristo, che gli sta sempre davanti agli occhi».
Sono lacrime d'amore e di riconoscenza. Francesco ha capito quanto il Signore lo ami e non riesce a trattenere le lacrime dalla gioia e dalla gratitudine.

• Ti sei mai reso conto delle cose belle che ti circondano? Ti sei mai accorto che la tua vita è piena di doni e che sono tutti gratuiti? Ti sono forse dovuti? Dio te li deve concedere perchè ne hai diritto? E dove sta scritto che Dio ti debba qualcosa? Non sarà forse il contrario? Non sarebbe meglio se ogni tanto ti ricordi di ringraziarlo e la smetti di lamentarti per ciò che ti manca o per le presunte ingiustizie di Dio nei tuoi confronti, perchè non ti ha dato questo o ti ha tolto quest'altro? Non ti sei accorto che tutto ciò che hai, è dono di Dio e non merito tuo? Guardati in giro e vedrai che c'è tanta gente che sta peggio di te e magari riesce a sorridere di più e non perde tempo a piangersi addosso e a fare la vittima. C'è una sola vera vittima, sappilo, ed Gesù, quel Dio che per te e da te si è lasciato crocifiggere. Pensi ancora di essere innocente?
Perchè allora stai affermando che è Dio il colpevole. Ne sei davvero così convinto?

• Avete mai pianto per amore di Dio? I Padri del deserto dicevano che le lacrime d'amore sono pure, sono come l'acqua del battesimo che ci purifica e rinnova.
Chiedete a Dio il dono delle lacrime, non per piangere le vostre miserie, ma per piangere i doni del Signore, per piangere l'amore di Dio, per piangere la Passione di Gesù come Francesco. Se poteste immaginare quale grazia scenderebbe sulla vostra anima!

Dopodiché Francesco si dispone ad obbedire, inizia a riparare la chiesa, quella di pietra, ma il Signore con “ripara la mia casa” intendeva: la casa della tua anima. La tua anima è la casa di Dio! La tua anima è la dimora della SS. Trinità! Ed è tutta in rovina a causa di tutto il tempo che hai trascorso lontano da Dio, a rincorrere sogni inutili, fantasticherie che ti hanno svuotato, raffreddato e ferito. Questo fa il peccato! Ti rende incapace di amare e schiavo del tuo egoismo.

• Quando ti deciderai come Francesco ad aprire il tuo cuore a Cristo? A spalancare le porte della tua casa per accogliere il Signore? A riparare la tua casa per restituire a Dio una degna dimora?

Francesco a questo punto si stà liberando di tutto ciò che lo appesantisce e gli impedisce di seguire nudo, il nudo Crocifisso suo Signore, ed è allora che si spoglia anche visibilmente degli abiti e dei suoi beni terreni. Lo fa perchè ormai a scoperto un Bene più grande, un tesoro nascosto per cui vale la pena vendere tutto.

• Di cosa sei disposto a spogliarti?
• Che cosa ti impedisce di seguire liberamente il Signore?

Francesco cerca di vincersi andando a chiedere l'elemosina e insiste nella preghiera perchè ormai vuole conoscere la volontà di Dio. Ha capito che fare la volontà di Dio coincide con il realizzare la propria vita e con il raggiungere la vera felicità e libertà.
Dio non ti vuole togliere niente, semmai ti vuole riempire. Ma spesso ciò che tu desideri è un bene solo apparente. Dio sa ciò che è bene per noi, anche quando questa bontà non riusciamo a vederla. «Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio».

• Ti sei mai chiesto cosa Dio vuole da te e quale è la tua vocazione?
• Ma soprattutto, hai mai provato a chiederlo al Signore?

Leg.Tre comp: «Un giorno che stava pregando fervidamente il Signore, sentì dirsi: Francesco se vuoi conoscere la mia volontà, devi disprezzare e odiare tutto quello che mondanamente (egoisticamente) amavi e bramavi possedere. Quando avrai cominciato a fare così, ti parrà insopportabile e amaro quanto prima ti era attraente e dolce e dalle cose che una volta aborrivi, attingerai dolcezza grande e immensa soavità».
Francesco, girando per la campagna incontra un lebbroso, scende da cavallo, lo abbraccia e lo bacia...è il bacio di pace con cui si riconcilia con Dio e con se stesso. Da quel giorno incomincia a svincolarsi dall'egoismo e dai vizi e a crescere nella via della virtù e della santità.
Questo è chiesto anche a noi. Vincersi nelle cose che ci costano fatica e sacrificio è fondamentale per progredire nel cammino spirituale. Ciò che non costa, non vale.
Rinunciare a ciò che non ci piace è semplice, ma sacrificare ciò che si ama o rinunciare a chi si ama, questo è un grande dono di grazia.
Francesco diceva che nessuno può dire di essere davvero povero e obbediente a Dio, finchè conserva nel cuore qualche spazio per il proprio io.

Non confondete l'amore con il sentimentalismo e il piacere. Perchè l'amore spesso consiste nel rinunciare a ciò che piace. L'amore più grande ama anche se sa di non essere amato. Dio infatti, dice l'apostolo, ci ha amati quando noi non lo amavamo. Il primo che ha messo in pratica l'imperativo evangelico: "amate i vostri nemici, cioè chi non vi ama, e pregate per chi vi perseguita" è stato proprio il Signore.
Dio ci ha amati per primo e anche noi dobbiamo imparare ad amare per primi, indipendentemente dal fatto che veniamo ricambiati.
In genere invece, amiamo solo quando siamo certi di essere amati. Vogliamo la sicurezza. Prima vogliamo sincerarci di ricevere e solo allora diamo anche noi.

• Chiedetevi: ma io ho mai amato davvero qualcuno?
• Oppure ho preteso di essere amato ma non mi sono mai davvero donato interamente?
• Ho mai amato qualcuno per primo o qualcuno che non mi amava?

Michele Antonio Ziccheddu, teologo e maestro iconografo


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