sabato 10 gennaio 2015

La lontananza da Dio.....2 parte


Il risveglio della coscienza

D'un tratto l’anima si rende conto di trovarsi in fondo ad un pozzo buio in cui non ci
 sono vie di fuga e dove neppure riesce a vedere se stessa. Capisce allora che non potrà mai uscire da quel luogo con la propria forza. Avendo toccato il fondo l’unica cosa che può fare è, sollevare lo sguardo in alto dove scorge un piccolo spiraglio di luce. Dal suo cuore esce un ultimo grido disperato: Dio se esisti salvami! In un istante diviene consapevole di non potersi salvare da sola, che la salvezza è grazia, che la grazia è misericordia, che la misericordia esige il pentimento e questo sentimento, caratterizzato dal dolore del peccato, spinge a chiedere perdono a Colui da cui solo può sperare un aiuto.
Questo risveglio della coscienza pone la persona nella condizione spirituale del povero che tende la mano sapendo di non avere nulla di proprio e di avere bisogno di tutto. È’ un umile, fiduciosa attesa che apre il cuore ad accogliere la grazia di Dio e che spinge l’anima a corrispondere all'amore incondizionato da cui si sente penetrata. Allora una mano invisibile la solleva e la trae verso la luce. Inizia ad assaporare la pace, la gioia di essere stata ritrovata come la pecorella smarrita di cui parla il Vangelo.
FF.322/323 -Celano- Vita prima: «Colpito da una lunga malattia... egli incominciò effettivamente a cambiare». Francesco nella malattia, sperimenta la propria debolezza, comprende i propri limiti, torna con i piedi per terra ed esce dalla favola cavalleresca in cui aveva vissuto fino ad allora. Capisce di non essere onnipotente, che non può controllare la vita ma che essa dipende da Qualcuno più potente e intelligente di lui. In altre parole, comprende d'essere mortale e fa sue le parole evangeliche: chi di voi, per quanto si sforzi, può aggiungere un ora sola alla sua vita?
La condizione di debolezza lo costringe a riflettere e a porsi le domande esistenziali:
Chi sono? Da dove vengo? Qual'è il senso della mia vita? Cosa c'è dopo la morte? Cosa voglio fare nella vita?
FF.323 -CelanoVita prima: «Un giorno uscì fuori, ammirando con più attenzione la campagna circostante; ma tutto ciò che è gradevole a vedersi: la bellezza dei campi, l'amenità dei vigneti, non gli dava più alcun diletto. Era attonito di questo repentino mutamento e riteneva stolti tutti quelli che hanno il cuore attaccato a beni di tal sorta»
Michele Antonio Ziccheddu, teologo e maestro iconografo

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