martedì 13 gennaio 2015

La lontananza da Dio..... 3 parte

La conversione di Francesco


FF. 324: «Da quel giorno cominciò a far nessun conto di sé e a disprezzare ciò che prima aveva ammirato ed amato..»
Da quel momento di grazia, Francesco inizia a svincolarsi dal proprio egoismo, a non pensare più solo a se stesso, e si accorge che intorno ci sono dei “fratelli”, anch'essi figli di Dio, che hanno bisogno: il cavaliere povero a cui, come san Martino, dona il mantello e i vestiti, il prete poverello a cui dona il ricavato della vendita dei panni a Foligno, i lebbrosi. Apre gli occhi e il mondo per lui cambia aspetto, perchè inizia a guardarlo con sguardo diverso, quello di Dio, il quale sta prendendo sempre più possesso della sua vita.
                                             
Ancora però non si era liberato del tutto dei lacci dei vizi che lo tenevano legato al mondo. Le abitudini cattive sono tarde a morire, san Francesco di sales diceva che l'amor proprio muore cinque minuti dopo di noi! E perciò Francesco d'Assisi: «cercava ancora di sottrarsi alla mano divina; e continuava ad accarezzare pensieri terreni…e a sognare grandi imprese per la gloria vana del mondo». Voleva ancora perseguire i propri progetti e realizzarsi da solo, indipendentemente da Dio. Un cavaliere di Assisi (conte Gentile) stava organizzando una spedizione militare nelle puglie, dove Gualtiero di Brienne guidava le milizie del Papa Innocenzo III contro Markwaldo, che voleva sottrarre al Pontefice la tutela di Federico II. Francesco, ambizioso come sempre, non vedeva l'ora di partire ma, la notte precedente alla partenza il Signore lo visitò in sogno. «Gli sembrò di vedere la casa tappezzata di armi...e se ne rallegrava chiedendosi stupito che cosa fosse...E mentre era ancora sorpreso davanti all'avvenimento inaspettato, si sentì dire: Tutte queste armi sono per te e per i tuoi soldati. La mattina dopo, destatosi, si alzò con il cuore inondato di gioia e, interpretando la visione come ottimo auspicio, non dubitava un istante del successo della sua spedizione nelle Puglie».

Francesco non aveva capito in senso della visione, l'aveva interpretata come segno d'una futura gloria terrena, anche se in fondo al cuore sapeva che le cose non stavano in quel modo, poiché non si sentiva in pace. Quando agiamo contro la volontà di Dio, la coscienza non trova pace!

FF.328 -Celano- Vita prima: «Già cambiato spiritualmente, ma senza lasciar nulla trapelare all'esterno, Francesco rinuncia a recarsi nelle Puglie e si impegna a conformare la sua volontà a quella divina». Questo cambiamento di decisione avviene a seguito della visione di Spoleto.

FF.587 -2Cel.6: «un'altra notte, mentre dorme, sente di nuovo una voce, che gli chiede premurosa dove intenda recarsi. Francesco espone il suo proposito, e dice di volersi recare in Puglia a combattere. Ma la voce insiste e gli domanda chi ritiene possa essergli più utile il servo o il padrone. Il padrone - rispose Francesco. E allora - riprese la voce - perchè cerchi il servo in luogo del padrone? E Francesco: Cosa vuoi che io faccia, o Signore? Ritorna- rispose il Signore- alla tua terra natale, perchè per opera mia si adempirà spiritualmente la tua visione».

Francesco inizia a ritirarsi sempre più spesso in preghiera nelle grotte, nei boschi e nelle chiese abbandonate.

FF.593 -Celano Vita seconda:  «Un giorno passò accanto alla chiesa di san Damiano... 
Condotto dallo Spirito entra a pregare davanti al Crocifisso...all'improvviso l'immagine di Cristo crocifisso gli parla-  Francesco và, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina».                                           


Dio ci parla nel silenzio e nella preghiera!

Solo così possiamo udire la sua voce, non certo in mezzo al chiasso e ai rumori.

• Voi, avete mai sentito la voce di Dio? Dio vi ha mai parlato? Oppure, come Francesco prima della conversione, avete passato la vita a fuggire da Lui?
Immergendovi nel chiasso e circondandovi di una folla anonima e di distrazioni per non sentire la sua voce? Se lo ascolto, chissà cosa mi chiederà...sarò costretto a obbedirgli...non sarò più libero...non potrò fare più come mi pare...se non lo ascolto invece potrò sempre dire: scusa non ti avevo sentito, ero distratto...

• Divertimento, oggi è una parola in auge, ma divertirsi da cosa?
Letteralmente, divertirsi significa: cambiare verso, distogliere lo sguardo, spostare l'attenzione...ma da che cosa devo divergere? Da che cosa o da Chi stò fuggendo? Provate a chiedervelo seriamente! Perchè dalla risposta che darete a voi stessi dipenderà il vostro futuro! Non si può passare la vita senza porsi questi problemi, il rischio è che arriviate al termine del viaggio senza sapere perchè stavate camminando e verso quale meta.

«Francesco và e ripara la mia casa che come vedi e tutta in rovina». Ma è possibile che quando parla il Signore o non lo ascoltiamo oppure capiamo aglio per cipolla? Forse ci fa comodo non capirlo...chi ha orecchi per intendere intenda.
Dio, come per Francesco, ha una missione, un progetto per ciascuno di noi e ce lo vuole affidare, ma ci lascia liberi di accoglierlo o meno. La cosa che chiede è di lasciargli uno spazietto tra le innumerevoli attività che riempiono le nostre giornate. Signore, non ho tempo per te! Signore scusa, oggi non posso proprio ascoltarti, sono troppo impegnato...
Ma guardate che da quanto tempo dedicate a Dio, si vede quanto lo amate. Perchè chi ama, vuole stare sempre con il suo amato/a. Come fai a dire di amare qualcuno, se non lo frequenti? Se non ci passi del tempo insieme? Se non gli doni il tuo tempo? Il tuo amore in questo caso, è solo fantasia, utopia, ideale ma non reale. 

Dio non se ne fa niente di persone che dicono di credere in Lui e poi passano la vita a dimostrare con i fatti l'esatto contrario. Dio vuole gente che lo ami, concretamente, quotidianamente, il resto sono chiacchiere. «Dio è amore» dice san Giovanni.

• Tu lo ami il Signore?...dopo quello che ti ho detto, sei ancora sicuro di amarlo davvero?...Pietro mi ami tu?...Pietro mi ami tu?...Pietro mi ami tu?...Signore sai che ti voglio bene...eh...caro Pietro e poveri noi...ci passa una bella differenza tra voler bene e amare...amare significa: dare la vita.

• E voi siete disposti a dare la vita per il Signore? La misura dell'amore è il sacrificio. A cosa sei disposto a rinunciare per Dio? A cosa sei disposto a rinunciare per la persona che ami? «Non c'è amore più grande di chi da la sua vita per l'amico» e l'amico più grande è Gesù, non dimenticatelo. Altri che si dicono vostri amici vi tradiranno come Giuda, altri che si dicono amici vi abbandoneranno come Pietro, ma l'unico che nonostante i vostri tradimenti e rinnegamenti non vi abbandonerà e continuerà a chiamarvi amici, è Gesù.
   
Michele Antonio Ziccheddu, teologo e maestro iconografo
  

Translate