domenica 4 gennaio 2015

La dimenticanza di Dio





















Uno starec russo diceva: l'uomo pecca perché non si ricorda che Dio è presente. Se avesse il Signore sempre in mente, si vergognerebbe dei suoi pensieri e delle sue azioni e starebbe più vigilante per non cadere. 

La dimenticanza di Dio è certamente un grande male, sia quando l'uomo s'allontana dal Signore, volontariamente e consapevolmente, sia quando si distrae per andar dietro a cose vane. 
La distrazione, anche se spesso è involontaria e incolpevole, è comunque una forma se pur momentanea di dimenticanza di Dio. 
E' vero che fino a quando un discepolo di Gesù, non ha raggiunto una relazione con Lui, abbastanza stabile, è soggetto a vagare con la mente e con i sensi, ed è impossibile pensare a Dio continuamente, ma è anche vero a ben guardare, che quasi tutti i peccati si compiono proprio in questi momenti di svago, quando l'attenzione e la vigilanza spirituale si sono allentati. 
A noi pare d'esserci trovati nell'occasione pericolosa, quasi per caso, improvvisamente, ma in realtà, normalmente, la caduta è preceduta e preparata da un qualcosa che ha spostato il nostro sguardo su altro da Dio.

Il diavolo infatti, per farci cadere sfrutta ad arte le nostre debolezze, attirando i sensi, allettando la volontà e il desiderio, mostrando un immagine, un pensiero affascinante, perché ci applichiamo ad esso, ci allontaniamo dalla presenza divina. Egli crea situazioni di confusione mentale e di rumore, di oblio della memoria o di nervosismo, al solo scopo di distrarci da Dio e dalla preghiera, per trascinarci in un terreno insidioso, dove può farci scivolare più facilmente. Dunque la distrazione è un evento da non sottovalutare in un cammino spirituale. Le parole dell'apostolo: vigilate! il vostro nemico, il diavolo va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede! vanno intese in questo modo. 

La vigilanza è fondamentale per non  essere colti di sorpresa. Gesù stesso dice: vigilate e pregate, per non cadere in tentazione!      
Se vogliamo combattere efficacemente, dobbiamo riuscire a riconoscere la tentazione al suo primo insorgere, per impedire che dalla mente scenda nel cuore. Infatti, appena il pensiero s'affaccia alla mente, richiama la volontà, e più tempo l'attenzione permane su di esso, più accende il desiderio dell'anima di assecondarlo e aderirvi.

San Francesco d'Assisi ripeteva  spesso: se il diavolo riesce a far entrare nel cuore un capello, presto lo trasforma in una trave.Quando la tentazione ha fatto breccia nel cuore, non sempre si ha la forza di reagire e si cedono le armi. La volontà acconsente e lascia passare il nemico. Quanto tempo durante la giornata si pascola lontano da Dio!
Si pensa a ciò che si ama. Chi ama il Signore, ci pensa spesso. Chi lo ama poco, ci pensa poco. Chi non lo ama, non ci pensa affatto. La dimenticanza è il termometro che misura la verità del nostro amore per Dio.
Michele Antonio Ziccheddu, teologo e maestro iconografo

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