domenica 21 dicembre 2014

La leggerezza del tratto contraddistingue lo stile dell'iconografo.
L'icona non si firma, perché l'iconografo principale è lo Spirito Santo, ma l'iconografo umano si riconosce dal tratto, quella è la sua firma.
Per poter insegnare agli altri è necessario aver raggiunto una approfondita formazione teologico-artistica, frutto di anni di studio e di preghiera. La conoscenza della storia e della tecnica delle varie scuole iconografiche, porta a far emergere gradualmente uno stile personale che però deve essere sempre strettamente legato alla Tradizione canonica della Chiesa.
Nel mio caso lo stile al quale sono approdato è una sintesi di tante scuole: russa, macedone e cretese, ma anche le tecniche iconografiche del Medioevo italiano.
I miei maestri antichi di riferimento sono: Rublev, Teofane il greco e Dionisij - Panselinos, Teofane il cretese, Damaskinos - Giunta Pisano, Cimabue; e in tempi più moderni Fotis Kontoglou, che utilizzava la tecnica del tratteggio largo, quella che preferisco.

Michele Antonio Ziccheddu, teologo e iconografo

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